poesia
la bellezza della donna , appena evocata nel primo verso, si tramuta in uno strumento di tortura:stecchi pungenti pieni di veleno , che penetrando nel petto e nei fianchi del poeta , che piange e sente vicina la morte.
Laura è innamorata di se stessa, guardare la propria immagine soddisfa il suo desiderio, non sente Amore che la prega per il poeta.
Per questo gli specchi sono paragonati a degli assassini che uccidono il poeta , sono stati fabbricati all' inferno e imbevuti di un oblio eterno. Ma la vera assassina e torturatrice è la bella Laura ,. di cui il poeta per sua sventura si è innamorato
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